La governatrice Mieko Yoshimura, dopo aver incontrato incontrato il Sig. Andrew Lead e il Sig. Chris Ashton, rispettivamente direttore e rappresentante della International Wine Challenge, ha annunciato che la prossima edizione dell’IWC– sezione SAKE si terrà a Yamagata nella primavera del 2018. La governatrice ha comunicato che la competizione si svolgerà dal 13 al 18 Maggio, con l’assegnazione dei premi che avverrà durante l’ultimo giorno del concorso.

Per l’occasione verranno degustati oltre 1500 sake provenienti dalle diverse prefetture giapponesi che concorreranno per l’assegnazione delle medaglie IWC nelle 9 categorie diverse previste dalla competition. La prefettura di Yamagata si conferma ancora uno dei luoghi di eccellenza per la produzione del sake, come dimostrato dagli eccellenti Dewazakura Tsuyahime Junmai Ginjo 2016, sake profumato ed espressivo con aromi di ciliegio e palato fresco e pulito, a cui è stato dato il riconoscimento GOLD all’ultima edizione della International Wine Challenge e dal Dewazakura Ouka Yamadanishiki 2016, un classico Ginjo dal sapore pieno con sentori di banana caramellata e mela a cui è stata assegnata la medaglia SILVER.

Dove potete trovare questi sake eccezionali? Ovviamente su Sake Company

Kanpai!

Neanche il tempo di inviare una comunicazione ai nostri Sake Sommelier riguardante il Corso di Sake Sommelier Avanzato previsto per Febbraio 2018 che i posti disponibili sono già sold out!

Durante questo viaggio, della durata di 9 giorni, i partecipanti avranno modo di esplorare alcune delle migliorisakagura (cantine del sake) del Giappone, lavorando e parallelamente studiando (teoria e pratica) la produzione del Sake. L’associazione SSA ha selezionato cantine di diverse zone e con diverse tecniche di produzione che accoglieranno gli studenti nel cuore del processo produttivo. Il corso avanzato permette di imparare i segreti della produzione, lavorare a diretto contatto con i kurabito (lavoratori della sakagura), vivere e respirare la vita e l’ambiente della sakagura nel momento di massima tensione e lavoro della stagione invernale.

Le cantine selezionate sono diverse sia per posizione geografica (centro e nord) sia per dimensione (grandi produzioni e piccole produzioni locali) in modo da poter assaporare sia la visione della produzione “meccanizzata” sia la produzione locale di piccoli lotti.

La vita del Kurabito prevede di condividere orari e turni di lavoro, sarà una esperienza interessante il poter dormire nella stessa casa dei Kurabito, poter condividere abitudini, colazione, pranzo e cena, i turni diurni e notturni (per chi viene assegnato alla koji muro per esempio), il portare il peso del riso sulle proprie spalle, fino ad arrivare alla soddisfazione dell’assaggio del sake nama e doburoku.

 

Considerando il successo di questa iniziativa per chi fosse interessato accettiamo già da ora prenotazioni per il prossimo Corso Avanzato di Sake Sommelier.
Per info e prenotazioni scriveteci a corsi@sakesommelierassociation.it !

A presto e kanpai!

 

Il sake o nihon-shu (日本酒 – “ alcol giapponese “) è stato per centinaia di anni la bevanda preferita dai giapponesi e gli ingredienti e le tecniche utilizzate per produrlo sono state oggetto di continue ricerche e miglioramenti fin dagli albori dell’epoca Edo, all’inizio del 17° secolo. Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento della popolarità del sake in molti paesi esteri, fra i quali spicca l’Italia, dove grazie all’unicità e al desiderio di bere alcolici particolari e di qualità sembra essere esplosa una vera e propria “sake mania”.

Questo forte aumento di interesse da parte di consumatori, sommelier e bartender italiani ha portato ad una sempre crescente domanda di informazioni riguardanti il sake : da dove viene, come viene prodotto, a cosa può essere abbinato in maniera efficace, come usarlo in mixology...

A rispondere alle domande degli appassionati fino ad oggi ci hanno pensato giornalisti, blogger, veri o improvvisati esperti che spesso più che informare hanno condiviso informazioni errate,.

Noi di Sake Company, in collaborazione con la Sake Sommelier Associationitaliana,  vogliamo dire basta alla diffusione di fake news e cercare di sfatare alcuni dei miti sbagliati associati al sake, fra i quali spiccano : 

 

...“ Il sake è un distillato“. .  .FALSO!!

IL SAKE E' UN FERMENTATO DI RISO

Il nihonshu viene ottenuto tramite un processo di fermentazione unico chiamato        ” fermentazione multipla parallela“durante il quale gli enzimi originati dal fungo Aspergillus Oryzae rompono le catene degli zuccheri complessi contenuti nel riso (saccarificazione). Una volta ottenuti zuccheri semplici, questi iniziano la fermentazione alcolica vera e propria, grazie ad un particolare tipo di lievito Saccharomyces cerevisiae, in grado di lavorare anche in presenza di gradazioni alcoliche elevate. Durante la produzione del sake la saccarificazione dell’amido contenuto nel riso e la fermentazione avvengono simultaneamente, da qui la definizione di “fermentazione multipla parallela”.

 

Il sake è molto acido, più acido del vino . . . FALSO!!

IL SAKE E’ MENO ACIDO DEL VINO

Una recente ricerca sviluppata in collaborazione con Kizakura sakagura ad opera del prof. Furukawa,pubblicata nel testo Alcoholic beverages :Sensory Evaluation and Consumer Research,  dimostra come l’acidità del sake sia in realtà più bassa delle bevande alcoliche occidentali. A fronte di quasi 2000 campionati analizzati in quattro differenti categorie (Ippan-shu, Ginjo-shu, Honjozo-shu, Junmai-shu ) l’acidità media rilevata risulta circa 1/3 di quella media rilevata in un vino bianco da tavola. 

 

Il sake va bevuto da solo ed è poco adatto ad essere abbinato al cibo… FALSO!!

 IL SAKE E’ OTTIMO IN ABBINAMENTO A DIVERSI TIPI DI CUCINE

Il sake è perfetto in abbinamento a cucine e piatti provenienti da tutto il mondo. Sono più di mille anni che in Giappone si produce una bevanda fermentata a base di riso, e nella storia e cultura giapponese sono presenti chiare testimonianze, disegni, libri e immagini che descrivono banchetti e celebrazioni dove cibi prelibati vengono serviti in abbinamento al sake e tè. Consumare il sake durante i pasti è una tradizione che prosegue ancora oggi nel Giappone moderno, come potrete scoprire sedendovi in un tipico ristorante izakaya nelle stradine di Kyoto o Osaka. Una volta ordinato dal menu vi verrà servito un ochoko pieno di un liquido limpido e all’apparenza simile all’acqua, ma ricco di sapore, trazione e sapienza. 

Volete scoprire i segreti del sake ed allargare le vostre competenze di sommellerie e bartending?

Vi aspettiamo ai nostri corsi della Sake Sommelier Association e agli eventi divulgativi organizzati in collaborazione con SakeCompany !

Kanpai

Il  nostro resident sake sommelier Giorgio Maggioni ci svela quali sono le bottiglie di sake perfette da abbinare con alcuni dei piatti che andranno ad imbandire le vostre tavolate natalizie. Food pairings così speciali che accontenteranno il più curioso degli amici o la più difficile delle suocere. 

Giorgio, quale sake ci consigli in abbinamento ad un antipasto natalizio di carne o pesce?

Con un antipasto di pesce, salumi o cruditè consiglierei un sake aromatico e dal gusto elegante come un sake Konishi Hiyashibori. Questo sake della prefettura di Hyogo dall’aroma fruttato floreale è perfetto per stupire la vostra famiglia con una alternativa particolare al vino bianco.

 

 

 E con un primo piatto o un secondo dal gusto saporito?

Con sapori più decisi e ricchi, caratteristici di un primo piatto o un secondo di carne consiglio il sake Koikawa Beppin. Questo sake della prefettura di Yamagata se bevuto caldo acquista struttura e aromi pieni, ed è un’ottima alternativa ad un vino rosso.

 

 

Per finire con il classico panettone o dolce natalizio cosa abbineresti?

Con un dolce natalizio durante le feste consiglio il sake Rokkasen  Hitotoki. Questo sake particolare, proveniente dalla prefettura di Yamagata,è rifermentato in bottiglia per produrre una bollicina naturale. Dal carattere delicato e dolce, è un sostituto ideale del vino moscato. 

Segui i consigli di Giorgio e per un giorno diventarai anche tu un vero sake sommelier!

Kanpai !

 

Kan-zukuri寒造りo fermentazione a freddo è una parola giapponese che indica un sake la cui fermentazione inizia nel periodo fra il solstizio d’Inverno e il Natale.

In questa stagione dell’anno, la più fredda in Giappone, è più facile per il toji, responsabile della cantina,  controllare la temperatura del sake durante la fermentazione, impedendo così lo sviluppo di batteri e microorganismi che potrebbero rovinare il buon sapore del sake.

kan-zukuri

Durante il periodo Edo il sake prodotto tramite kan-zukuri era molto apprezzato, spingendo i produttori della regione di Nada a sviluppare tecniche innovative per continuare la fermentazione a bassa temperatura in altri periodi dell’anno.  Si dice che sia stata questa continua ricerca della perfezione, unita alla volontà di ottenere un prodotto eccellente, a rendere unici i sake di Nada, oggi nella prefettura di Hyogo.

 Il carattere giapponese寒 kan, freddo, ha anche un altro importante significato nel calendario giapponese. Questo kanji indica anche il periodo  che inizia il 5 gennaio, shokan小寒,  e termina con la festa di setsubun 節分, che segna tradizionalmente la fine dell’inverno.

I segreti della fermentazione del sake e approfondimenti sulla storia della sua produzione sono alcuni dei tanti argomenti che potrete approfondire durante i corsi della Sake Sommelier Association (SSA) di Milano a Marzo o Roma a Maggio

 A presto e Kanpai!

 

Manca poco a Natale e ancora non riesci a trovare un regalo davvero unico per quella persona speciale? Hai un amico appassionato di spiriti e bevande e vuoi dargli la possibilità di seguire le sue passioni fino in fondo?

Quest’anno regala una esperienza unica : l’unico corso certificato specializzato in Italia per diventare Sake Sommelier  organizzato dalla Sake Sommelier Association (SSA) in collaborazione con Sake Company.

Il corso è suddiviso in tre giornate intensive e durante il pomeriggio dell’ultimo giorno si svolgerà l’esame finale per il conseguimento della certificazione.

 
Durante il corso avrete modo di conoscere le origini e i processi di fermentazione del sake in dettaglio, apprendere come presentarlo e servirlo al meglio e potrete incontrare produttori o esperti di miscelazione di livello internazionale.

Saranno distribuiti tutti i materiali necessari ed un elegante notebook, dotato di glossario, schemi e suggerimenti fondamentali.

 Clicca subito QUI e fai un regalo davvero unico per una persona curiosa o già appassionata del mondo dei vini e del bartending!

Kanpai!

Cari amici, durante l’ultimo corso di Sake Sommelier Certificato organizzato a Milano in Novembre è venuta a trovarci dalla prefettura di Hyogo Akiko Konishi, presidente della cantina Konishi.

 

La cantina Konishi, fondata nella prefettura di Hyogo nel 1550, è fra le più antiche e stimate sakagura del Giappone. La leggenda racconta che il capostipite della famiglia Konishi fosse un farmacista molto stimato, specializzato nella produzione di sake non filtrato, chiamato nigori. Incoraggiato dai propri clienti, che molto apprezzavano la qualità del suo sake, il Sig. Konishi decise di ampliare la propria farmacia e di aprire una vera e propria sakagura.

Durante la sua visita Konishi san ci ha parlato della storia della propria cantina e ha condiviso con noi una un sake molto speciale chiamato “Kokuagari”. La particolarità di questo sake, è l’utilizzo per la sua produzione di un koji unico, prodotto negli anni ’70 e sopravvissuto fino ai giorni nostri. L’età e la ricchezza di enzimi di questo koji donano al sake Kokuagari un bouquet unico,  con un intenso aroma di fungo e un palato complesso e avvolgente.

Siamo molto grati a Konishi san per la sua visita e per aver condiviso con noi e gli allievi del corso SSA un pezzo di storia così importante della sua famiglia.

Alla prossima sake news,

Kanpai!

Il periodo fra Settembre e Ottobre è tradizionalmente il momento scelto dalle sakagura per iniziare la produzione invernale di sake.

Sugidama Sake Company

E’ infatti in questi mesi, segnati dal raccolto del riso, che il toji, l’enologo responsabile della produzione del sake, richiama i kurabito (cantinieri) dal loro lavoro estivo nei campi o in mare, per avviare la produzione del sake.

L’abbassamento delle temperature, caratteristica del periodo autunnale, crea le condizioni di fermentazione perfette per la generazione di aromi corposi e profumi complessi.

                                    

Lavorazione del koji a Sogen, prefettura di Ishikawa 

Nel mese di Ottobre siamo stati in Giappone per visitare le migliori sakagura del paese e selezionare nuovi eccellenti sake per voi. Qui abbiamo osservato le fasi iniziali della produzione di sake della cantina Sogen, che si trova in un piccolo villaggio di pescatori nella remota penisola della prefettura di Ishikawa.

Una grande emozione per tutti noi che abbiamo voluto condividere con voi !

 

A presto e kanpai!

 

Cari amici, conoscete il significato della parola “ato-aji”?

 

Ato-aji (あと味) indica il sapore che rimane dopo aver deglutito il sake. L’espressione non si riferisce al gusto dolce o amaro, ma in generale all’equilibrio di sensazioni che rimane in bocca dopo aver deglutito.

Segreti del sake

La qualità del sapore può essere descritta con il termine “kire", derivato del verbo tagliare, che indica una sensazione in bocca pulita e secca. Durante una degustazione “kire”  può essere usato in combinazione con la parola “yoi"( buono) per formare l’espressione “ Kire ga yoi “, descrivendo un sake dal  retrogusto buono e asciutto.

Un’altra espressione usata per descrivere il sake è pin, che indica un sake dal sapore deciso e con un retrogusto non particolarmente intenso.

La corretta terminologia per la degustazione professionale del sake è uno dei tanti argomenti che potrete approfondire durante i corsi della Sake Sommelier Association (SSA).

 A presto e Kanpai!

Il giorno 23 Giugno il segretario di gabinetto del governo giapponese Yoshihide Suga si è recato in visita nella città di Michi, provincia di Hyogo, alla locale produzione di riso Yamadanishiki, il più pregiato dei sakamai – la categoria di riso coltivata espressamente per la produzione di sake.

               (I pregiatissimi chicchi di riso Yamada Nishiki)

Durante la visita, il sig. Suga ha annunciato l'intenzione del governo di voler aumentare le esportazioni di sake. In seguito alla recente stipula dell’Accordo di Partenariato Economico (APE) fra l’Unione Europea e il Giappone, che avrà come diretta conseguenza l’abolizione delle tariffe doganali applicate sul sake, il sig. Suga ha dichiarato “ Grazie all’accordo i produttori giapponesi di sake avranno accesso a un mercato europeo forte della presenza di 500 milioni di consumatori. Questa è una occasione incredibile per i nostri produttori".

Sake Company

Fermatosi a rispondere alle domande dei giornalisti, il sig. Suga dichiara : “ In seguito alla stipula dell’APE la richiesta di espansione della produzione di riso sakamai è molto forte “ . Il governo giapponese sta pensando di varare nuove misure economiche in Autunno per promuovere la competitività dei prodotti agricoli associati con la filiera di produzione del sake in previsione dell’entrata in vigore dell’accordo di partenariato fra Giappone e l’Unione Europea.

Non possiamo non rallegrarci per questa notizia che avvicina ancora di più il mondo del sake giapponese all'Italia! Kanpai! 

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